Pubblicità tradizionale vs pubblicità online: secondo voi, chi vince?

Pubblicità tradizionale vs pubblicità online: secondo voi, chi vince?

28 Febbraio 2019


Nel 2019 pare retorico domandarsi chi vinca tra pubblicità tradizionale e pubblicità online. Google e le piattaforme social offrono molteplici opportunità di visibilità alle aziende, nonostante in Italia lo sviluppo del Digital Marketing e del Content Marketing sia più in ritardo rispetto agli Usa. Alcuni dati, di seguito, ci aiutano a capire meglio perché la pubblicità oggi. 

La pubblicità tradizionale

Era il 1977 quando con il Carosello, l’appuntamento serale di intrattenimento pubblicitario atteso dalle famiglie, approdava in tv la pubblicità. Da allora ne ha fatta di strada: sui giornali, in radio, per strada… nei volantini, destinati a finire nel cestino dopo pochi minuti (o anche meno). Se la pubblicità cartacea degli inserzionisti ha un certo livello di personalizzazione del target, ma è più difficilmente misurabile, quella multimediale di radio e tv è più “generalista” e necessita di immediatezza e appeal per rimanere impressa. Motivo per cui è molto più costosa rispetto a quella cartacea. La pubblicità tradizionale è anche caratterizzata dall’interruzione: la si ascolta tra una canzone e l’altra, interrompe il film o il programma preferito, per cui risulta poco gradita all’utente, che spesso prova fastidio.

La pubblicità online

Con internet nasce la pubblicità digitale o advertising, fatta di banner a pagamento, contenuti sponsorizzati e newsletter. È l’epoca del Content Marketing, il marketing dei contenuti. La pubblicità online, su Google Ads e sui social network come Facebook e Instagram, ha non pochi vantaggi:

  1. permette di creare target mirati, molto specifici e rintracciabili;
  2. costa meno rispetto a uno spot in tv o in una radio nazionale;
  3. è controllabile e modificabile. Se non funziona, la campagna può essere modificata;
  4. è più immediata, richiede meno tempo di realizzazione;
  5. consente di raccogliere contatti potenzialmente interessati (lead generation);
  6. inoltre c’è differenza tra pagare in anticipo, in base agli spazi pubblicitari concordati, e pagare solo i “clic” delle persone che visualizzano e cliccano sull’annuncio!


Per chi ha poche nozioni di advertising, è meglio appoggiarsi a un’agenzia web che supporti l’azienda nella definizione della strategia di marketing, a seconda degli obiettivi e con gli strumenti più opportuni. Si parte sempre da un’analisi di marketing!

I dati del panorama digitale 2019

A gennaio 2019 erano quasi 4,4 miliardi gli utenti internet, con un aumento del +9% (366 milioni di nuovi utenti) in 12 mesi. Pensate che in soli cinque anni il numero di utenti internet, nel mondo, ha registrato un +75%, e la metà di queste persone accede al web tramite mobile. 

Colpiscono anche i tempi di presenza in internet: intorno alle 6 ore giornaliere (contro le circa 3 ore davanti alla tv). 
Cosa fanno le persone in questo tempo? Navigano su Google, il motore di ricerca più usato; YouTube è al secondo posto e Facebook al terzo. Il numero di utenti dei social media in tutto il mondo è salito a quasi 3,5 miliardi all’inizio del 2019, con 288 milioni di nuovi utenti. 

L’analisi condotta da Global Web Index ci dice che l’utente medio dei social passa 2 ore e 16 minuti al giorno sui social network e più di 800 milioni di persone oggi utilizzano i social media anche per lavoro. Quindi la gente è più connessa… e ha più possibilità di vedere gli annunci pubblicitari online.

YouTube è destinato a essere la prossima piattaforma social: supererà i due miliardi di utenti nel 2019. Notevoli i dati di Instagram, che la scorsa estate ha superato il miliardo di account attivi e ha un pubblico pubblicitario di 895 milioni di utenti attivi nel mondo.

Capite bene che il marketing digitale nel 2019 non potrà che superare la più tradizionale pubblicità in tv. L’Italia è in ritardo rispetto agli Usa, ma nel Belpaese i ricavi pubblicitari da internet crescono a un tasso annuo di crescita medio del 9,7% (dato 2018) e, secondo lo studio Pwc Entertainment & Media Outlook Italy 2018-2022, raggiungeranno i 4,2 miliardi nel 2022. 

Considerazioni finali

Cosa conviene fare per promuovere la propria attività? 

Se non avete un’idea chiara di quale delle due forme di pubblicità scegliere, optate per entrambe. Una campagna integrata, con strumenti sia tradizionali che digitali, è un buon compromesso. Definite obiettivi, target e strategie chiare per le vostre campagne, con l’aiuto di esperti del settore. Piuttosto di sprecare risorse e tempo con un “fai da te” poco efficace, meglio ottimizzare da subito l’investimento chiedendo aiuto a chi nel marketing digitale ci naviga da tempo.

 

 

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